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Discussione: ritiro documento idoneità guida ciclomotore

  1. #1
    Junior Member tommaso rosa is on a distinguished road
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    ritiro documento idoneità guida ciclomotore

    Salve avrei una domanda circa l'esame del capello per la ricerca di stupefacenti.
    In seguito ad un incidente (di cui sono risultato non avere colpa) mi è stato fatto l'alcool test (risultato 0,79) con conseguente sospensione per mesi 3 e obbligo di esami presso medicina legale.
    Quando mi sono presentato per la prima volta a medicina legale mi è stato fatto il capello per la ricerca di stupefacenti.
    Come mai mi viene fatto il capello se sono stato fermato per alcool?
    Non avendomi trovato alla guida del ciclomotore sotto effetto di sostanze stupefacenti perchè mi fanno un controllo sulle suddette non essendo illegale vivere la propria quotidianità sotto effetto di stupefacenti?
    Risultando sicuramente positivo ai cannabinoidi sicuramente non mi ridaranno il patentino per il ciclomotore?
    Nel caso non me lo ridiano è possibile far ricorso?
    Grazie per l'attenzione e aspetto con ansia una risposta

  2. #2
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    Premetto , per chi fosse inesperto di queste cose, che quello che Tommaso definisce "mi è stato fatto il capello" è un esame tricologico per stabilire se, in che misura ed in che periodo sia stato assunto uno stupefacente o altra sostanza chimica: infatti siccome i capelli hanno un'irrogazione sanguigna a senso unico, al pari di un termometro di massima il sangue entra ma non riesce in ricircolo, è possibile stabilire se dentro quel sangue vi fosse questa o quella sostanza; inoltre, noto il dato di quanti centimetri di capelli ricrescono in un certo periodo, è possibile stabilire approssimativamente in periodo in cui sono state assunte dette sostanze.

    Tanto premesso, prima di esprimermi vorrei chiedere a Tommaso se gli è stata richiesta l'autorizzazione al prelievo di uno o più capelli, così come quando viene fatto l'alcool test viene chiesto se si intenda rifiutare o meno (salvo poi tenerne il debito conto).

    Comunque, a prescindere dalla liceità del prelievo e del relativo esame vorrei rispondere all'ultima parte della domanda.

    E' possibile ritenere che si sia liberi di "vivere la propria quotidianeità sotto l'effetto di stupefacenti" (anche se per certa dottrina il fatto non è punibile ma è reato) ma il limite ad ogni comportamento, anche lecito, è quello di non creare pericolo per gli altri.

    Infatti non è vietato assumere alcool e neppure abusare di alcool ma è vietata la guida in stato di ebrezza.

    Parallelamente può elidersi ogni responsabilità penale per la decisione di assumere sostanze stupefacenti ma non può ritenersi lecito anche guidare anche sotto gli effetti dello stesso.

    In particolare la cannabis indica, contenente hidrocannabinolo, è da ritenersi una sostanza che comporta blandi effetti eppure limita, sia pur parzialmente, la capacità di attenzione ed è quindi controindicata durante la guida di veicoli che, invece, richiede la massima attenzione.

  3. #3
    Junior Member tommaso rosa is on a distinguished road
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    Salve,grazie mille per la tempestiva risposta.
    Non mi sono rifiutato di farlo, essendo stato colto totalmente alla sprovvista.
    Concordo assolutamente nella precisione alla mia affermazione di poter vivere la propria quotidianità sotto effetto di stupefacenti circa il dovere di non recar danno o rischio di danno agli altri.Mi riferivo ad esempio all'uso di cannabinoidi rimanendo all'interno della propria abitazione principalmente durante la sera

  4. #4
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    Se non vi è stata opposizione, ben comprendendo il motivo determinato dall'essere stato preso alla sprovvista, naturalmente non ci si può opporre successivamente.

    Quanto all'uso di cannabinoidi all'internmo della propria abitazione vorrei distinguere il rpoblema giuridico da quello politico/sociale.

    Sotto il profilo giuridico,già la vecchia normativa proponeva il famoso art. 80 come caso di non punibilità ma non come attività lecita. Tuttavia un comportamento non sanzionabile, pur se definito illecito è sostanzialmente assimilabile ad un comportamento consentito visto che non se ne prevede una sanzione.

    Sotto il profilo sociale e politico, quale mio personale convincimento, ritengo che si dovrebbe aderire strettamente ad un vecchio principio latino, ben assorbito nel nostro ordinamento e che si chiama "neminem laedere" e cioè dovrebbe ritenersi lecito tutto ciò che non lede ad altri. Anche il nostro diritto positivo enuncia un principio compatibile quando afferma che è punibile solo una fattispecie di reato esclusivamente se contemplata espressamente come reato e non per assimilazione.
    L'assunzione di una quaalunque sostanza che sia gradita a chi la assume e non costituisca alcun pericolo per altri, a mio avviso non va né sanzionata e neppure additata come comportamento negativo. Neppure sotto il profilo dell'autolesionismo poiché, diversamente, si dovrebbe valutare nella stessa maniera il consumo di sigarette, di alcool o addirittura di spaghetti per chi è obeso o di burro per chi ha il colesterolo alto o ancora di zucchero per chi è diabetico.

    Il mio personale pensiero è che le norme proibizionistiche sugli stupefacenti creino più danno che vantaggio in quanto sono generatrici di micro e macro criminalità ed inoltre hanno la conseguenza di immettere sul mercato prodotti di scarsa qualità e molto più dannosi delle soatanze pure: se per i cannabinoidi il cosiddetto taglio è un fatto trascurabile, invece l'additivo di sostanze in polkvere come cocaina ed eroina è spesso molto più pericoloso del principio attivo, cioè dei cloridrati. Assumere, insieme alle polveri attive, sostanze inerti come lattosio o saccarosio non compromette granché ma è noto che quando si additivano sostanze inerti si deve poi intervenire con un secondo taglio.

    Infatti se si tagliano 50 gr di cocaina con altrettanti di lattosio poi all'assaggio la sostanza risulta poco efficace e allora ci si aggiungono un 25 gr di caffeina per aumentare il tasso di eccitazione e questo porta gli originali 50 gr a 125 ma il prodotto non dà più la sensazione di anestesia sulla lingua... e allora ci si aggiunge un pò di lidocaina quado non stricnina: tutta questa roba può ritenersi più dannosa della cocaina pura ed è proprio il proibizionismo che, producendo un innaturale alto costo delle sostanze, stimola quel taglio che, come abbiamo visto, è il danno maggiore.
    Amedeo Di Segni
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    non c'è quindi alcun margine di ricorso?

  6. #6
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    Aspettiamo il provvedimento e poi valutiamo se sia ricorribile
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