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Discussione: Morte del promittente venditore di un immobile, successivamente alla stipula del cont

  1. #1
    Member lupo is on a distinguished road L'avatar di lupo
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    Morte del promittente venditore di un immobile, successivamente alla stipula del cont

    Ho acquistato da una ditta individuale un appartamento per il quale ho pagato, ad oggi gli stati d'avanzamento, fra pochi giorni dovevo stipulare l'atto di acquisto ed accollarmi il mutuo della banca.
    Purtroppo è deceduto il proprietario e gli eredi accetteranno la successione con beneficio d'inventario.
    Avevamo stipulato un compromesso ma non è stato registrato.
    Cosa dovrei fare per tutelarmi ed essere sicuro di poter entrare in possesso dell'immobile ?
    Poichè è prima casa sono tutelato da qualche legge dello stato ?
    Se gli eredi non accettano l'eredità cosa potrebbe avvenire ed io cosa dovrei fare?
    Grazie,

  2. #2
    Super Moderator Avvocato Online is on a distinguished road L'avatar di Avvocato Online
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    Vorrei innanzitutto tranquillizzarti: la costante giurisprudenza della corte di cassazione, prevede che, in caso di morte del promittente venditore di un immobile, successivamente alla stipula del contratto preliminare, gli eredi che hanno accettato con beneficio di inventario siano obbligati alla stipula del contratto definitivo, al fine di tutelare le ragioni e le legittime aspettative del promissario acquirente.
    Leggiamo la massima della sentenza della Cassazione civile, sezione II, del 30/01/1995, n. 1087.

    “Nel quadro della liquidazione dell'eredità accettata con beneficio di inventario devono, di massima, trovare sistemazione e definizione tutti i rapporti di contenuto patrimoniale lasciati pendenti dal de cuius, all'atto della sua morte, essendo l'erede e l'eventuale curatore nominato per gestire la procedura liquidatoria, in linea di principio, tenuti, nei limiti delle disponibilità esistenti nell'asse ereditario, a far fronte ad ogni ragione vantata verso l'eredità da tutti i soggetti nei confronti dei quali il de cuius aveva in vita assunto obbligazioni. Alla stregua di tale principio non può dubitarsi dell'azionabilità nei confronti dell'eredità beneficiaria, nelle persone dell'erede e/o del curatore preposto alla relativa liquidazione, del diritto alla stipulazione di un contratto definitivo scaturito da un contratto preliminare concluso, a suo tempo, dal de cuius, non essendovi motivi validi per ravvisare esclusi dal novero degli obblighi, che l'eredità beneficiaria è tenuta ad onorare, quelli aventi il titolo nel negozio di cui agli art. 1351 e 2932 c.c.”.

    A conferma delle suddette argomentazioni, possiamo citare anche le sentenze della Cassazione civile, sezione II, del 06/04/1983, n. 2408, sezione II, del 10/12/1993, n. 12155, sez. II, del 09/06/1990, n. 5618, sez. II, del 05/08/1987, n. 6724.

    Sul punto sussiste unanimità in giurisprudenza.

    Laddove gli eredi che hanno accettato con beneficio di inventario, non avessero intenzione di stipulare il contratto definitivo di vendita immobiliare, potrai citarli in giudizio, dinanzi al tribunale civile, ai sensi dell'articolo 2932 del codice civile, al fine di ottenere una sentenza costitutiva che produca gli stessi effetti del contratto non concluso, ossia che trasferisca la proprietà dell'immobile al promissario acquirente.

    Art. 2932 del codice civile. Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto.

    Se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l'obbligazione, l'altra parte, qualora sia possibile e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso.

    A maggior ragione, laddove gli eredi rinunciassero all'eredità, avresti diritto di agire in giudizio, ai sensi dell'articolo 2932 del codice civile, in quanto creditore dell'eredità, per ottenere una sentenza costitutiva che produca gli stessi effetti del contratto.
    Sono qui per rispondere alle Vostre domande

    Le risposte fornite su questo forum sono pareri legali molto sommari ed allo stato delle informazioni fornite.Si tratta di risposte rapide e generiche, certamente scritte con competenza ma non approfondite

    Per un consulto completo, sottoscritto e che disamini con la dovuta cura la questione sottoposta si raccomanda di usare la apposita procedura prevista dal sito www.legal.it

  3. #3
    Junior Member Orfeus is on a distinguished road
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    Buongiorno Avvocato, in relazione al suo ultimo periodo, "Art. 2932 del codice civile. Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto.

    Se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l'obbligazione, l'altra parte, qualora sia possibile e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso.

    A maggior ragione, laddove gli eredi rinunciassero all'eredità, avresti diritto di agire in giudizio, ai sensi dell'articolo 2932 del codice civile, in quanto creditore dell'eredità, per ottenere una sentenza costitutiva che produca gli stessi effetti del contratto."
    mi chiedo se se l'affermazione secondo cui laddove gli eredi rinunciassero all'eredità permarrebbe il diritto di agire in giudizio ex art 2932 cc in quanto creditore dell'eredità per ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto....si possa considerare ancora valida?! Ciò sia in base alla sent Cass del 2014 che in materia si riferisce solo al caso di eredi che abbiano accettano l'eredità sia pure con beneficio di inventario.....sia perchè forse sbagliando ritenevo che l'erede che rinuncia sia libero da ogni debito del de cuius. Grazie per la cortese attenzione

  4. #4
    Junior Member Orfeus is on a distinguished road
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    A supporto di quanto ipotizzato vorrei inserire questo articolo più recente:
    La morte di una delle parti non da luogo alla risoluzione per impossibilita' sopravvenuta del contratto preliminare, se al defunto subentra l'erede
    Pubblicata il 18/07/2014
    La risoluzione per impossibilita' sopravvenuta e' ipotizzabile anche per il contratto preliminare con riferimento all'unica prestazione cui le parti risultano obbligate, e cioe' la prestazione della futura attivita' necessaria per la formazione del contratto definitivo; tuttavia di norma, la morte di una delle parti non da luogo alla risoluzione per impossibilita' sopravvenuta del contratto preliminare, in quanto, come nella specie, nella posizione del defunto subentra l'erede, salve le poche eccezioni, legislativamente determinate, di posizioni giuridiche intrasmissibili mortis causa. Con riferimento alla asserita impossibilita' economica di corrispondere il prezzo (in tesi ridondante sull'impossibilita' di stipulare il definitivo), neppure puo' ritenersi sussistente una sopravvenuta impossibilita' della prestazione in quanto la giurisprudenza di questa Corte, che qui si condivide, e' costante nel ritenere che l'impossibilita' sopravvenuta che libera dall'obbligazione (se definitiva) o che esonera da responsabilita' per il ritardo (se temporanea), deve essere obiettiva, assoluta e riferibile al contratto e alla prestazione ivi contemplata e deve consistere non in una mera difficolta', ma in un impedimento, del pari obiettivo e assoluto, tale da non poter essere rimosso, (cfr. ex pluribus, Cass. nn. 15073/09, 9645/04, 8294/90, 5653/90 e 252/53); l'estinzione dell'obbligazione per impossibilita' definitiva, alla stregua del principio secondo cui genus nunquam perit, puo' verificarsi solo quando la prestazione abbia per oggetto un fatto o una cosa determinata o di genere limitato e non gia' una somma di denaro (cfr. Cass. 16/3/1987 n. 2691; Cass. 17/6/1980 n. 3844; Cass. 15/7/1968 n. 2555; nello stesso senso, in motivazione Cass. 30/4/2012 n. 6594 e, da ultimo, Cass. 15/11/2013 n. 25777).
    Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 11 giugno 2014, n. 13224

  5. #5
    Junior Member StevenKell is on a distinguished road L'avatar di StevenKell
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    Qualche triste notizia

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