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Discussione: L' assegno di mantenimento: a discrezione del giudice?

  1. #1
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    L' assegno di mantenimento: a discrezione del giudice?

    Buongiorno, cerco di essere essenziale e di fornire al contempo un quadro completo della situazione;

    dopo ventisei anni di matrimonio in regime di comunione dei beni e senza figli vorremmo separarci consensualmente ma non siamo d' accordo essenzialmente su una cosa: mia moglie vorrebbe un assegno di mantenimento, io vorrei dividere equamente quanto abbiamo e non essere gravato in futuro da un obbligo mensile.

    Mia moglie non ha mai lavorato, la nostra principale fonte di reddito � sempre stata il mio stipendio (che oggi ammonta a un netto mensile di milleduecento euro scarsi) e una met� esatta di affitto che percepiamo da un appartamento in compropriet� con mia sorella & marito. Detto appartamento fu acquistato quasi per intero con l' eredit� lasciata da mio padre, contribuimmo in minima parte con i risparmi di casa.
    Ricapitolando... un quarto apparterrebbe a mia moglie, un altro quarto a me ma lo considero interamente mio... o quasi: legalmente il discorso regge? Ho speranza che offrendo una cifra molto inferiore al valore commerciale del quarto di mia moglie l' offerta venga ritenuta equa dal giudice?

    La casa nella quale viviamo � di propriet� di mio suocero, lei non paghrebbe affitto e le lascerei praticamente tutto l' arredamento; � una persona in ottima salute e nulla le preclude il trovarsi un lavoro e rendersi autosufficiente, io, per contro, dallo stipendio non potrei togliere un centesimo senza sentirne il peso visto che mi troverei in mezzo ad una strada.

    La prego di prospettarmi con estremo realismo in che situazione mi trovo perch� io sono molto confuso e piu' ci penso e meno sono convinto che mi si possa dare ragione, non conosco la legge ma temo che la donna sia tendenzialmente piu' tutelata dell' uomo in questi casi, vorrei sbagliare.

    Grazie di cuore anticipatamente all' avvocato e a quanti porteranno tetimonianze vissute, le considero molto importanti.

    Mauro.

  2. #2
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    In effetti non è che la donna sia piu tutelata dalla legge direttamente.... è tutelato il coniuge affidatario dei minori che... quasi sempre è la moglie

    Detto questo non è esatto che in famiglia abbia lavorato sempre e solo il marito: il Giudice terrà conto del fatto che la moglie ha lavorato svolgendo mansioni domestiche e curando la prole (non nel vostro caso): non è lavoro retribuito ma è fatica e, se non lo avesse fatto lei, si sarebbe dovuto pagare qualcuno per farlo!

    Quindi i beni in comunione sono davvero tali in senso giuridico ed anche in senso etico.

    D'altra parte il Giudice terrà conto del fatto che uno stipendio di corca 1.500 euro non consente grossi prelievi per l'assegno.

    Non confondere poi il mantenimento della moglie con l'assegno per contributo al mantenimento dei figli: nel vostro caso non ce ne sono e quindi non è scontato che vi debba essere un contributo del marito.

    La donna, descritta come ancor giovane e con capacità lavorativa, ha una professionalità? Ha per caso rinunciato al lavoro retribuito a favore degli impegni familiari?

    Con questi dettagli la mia risposta sarà piu precisa
    Amedeo Di Segni
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    Le richieste di parere personalizzato o che richiedano studio particolare o proposte attraverso il messaggio privato saranno invece soggette al pagamento di un onorario previa preventivo non impegnativo.

  3. #3
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    Quote Originariamente inviata da Avvocato Amedeo Di Segni Visualizza il messaggio
    In effetti non è che la donna sia piu tutelata dalla legge direttamente.... è tutelato il coniuge affidatario dei minori che... quasi sempre è la moglie

    Detto questo non è esatto che in famiglia abbia lavorato sempre e solo il marito: il Giudice terrà conto del fatto che la moglie ha lavorato svolgendo mansioni domestiche e curando la prole (non nel vostro caso): non è lavoro retribuito ma è fatica e, se non lo avesse fatto lei, si sarebbe dovuto pagare qualcuno per farlo!

    Quindi i beni in comunione sono davvero tali in senso giuridico ed anche in senso etico.

    D'altra parte il Giudice terrà conto del fatto che uno stipendio di corca 1.500 euro non consente grossi prelievi per l'assegno.

    Non confondere poi il mantenimento della moglie con l'assegno per contributo al mantenimento dei figli: nel vostro caso non ce ne sono e quindi non è scontato che vi debba essere un contributo del marito.

    La donna, descritta come ancor giovane e con capacità lavorativa, ha una professionalità? Ha per caso rinunciato al lavoro retribuito a favore degli impegni familiari?

    Con questi dettagli la mia risposta sarà piu precisa
    Grazie Avvocato per la risposta tempestiva,

    mia moglie non ha titoli di studio se non la media inferiore e le uniche esperienze lavorative risalgono ai primi anni '80 in quanto lavorò come apprendista da un parrucchiere per un paio di anni; da allora diventò "casalinga" quindi non penso si possa parlare di "professionalità".
    Lei ha 47anni, io 50; avevo dimenticato di dirlo nel primo post.
    Nessun impegno familiare le ha mai impedito di cercare un lavoro; io, da parte mia, non l' ho mai spronata a farlo perchè il potere d' acquisto del mio stipendio era sufficiente ai nostri fabbisogni, soltanto negli ultimi anni ho insistito a che trovasse almeno un lavoro "part-time" che integrasse le entrate mensili ma ha sempre rifiutato l' idea. Questa è una delle concause che ci hanno allontanato.

    Se ho ben capito, riguardo alla casa in comune, spetta a lei un quarto del valore di mercato o della rendita dell' affitto IN OGNI CASO? Non ho vie d' uscita su questo?

    Realisticamente, alla luce della situazione, cosa e quanto mi troverò probabilmente a dare alla fine?

    Ancora grazie,
    Mauro.

  4. #4
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    Della casa è comproprietaria pro quota a tutti gli effetti: finchè rimane di proprietà avrà diritto al proquota del reddito, se si dovesse vendere al pro quota del ricavato effettivo. In caso di riscatto allora ci dovrebbe essere un consenso fra tutte le parti.

    Alla fine non è escluso che il Giudice non conceda alcun assegno di mantenimento, in assenza di prole ed in concorrenza di una piccola reddita e di fruizione della dimora. Al massimo si puo parlare di un contributo di 200 euri
    Amedeo Di Segni
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    Della casa è comproprietaria pro quota a tutti gli effetti: finchè rimane di proprietà avrà diritto al proquota del reddito, se si dovesse vendere al pro quota del ricavato effettivo. In caso di riscatto allora ci dovrebbe essere un consenso fra tutte le parti.

    Alla fine non è escluso che il Giudice non conceda alcun assegno di mantenimento, in assenza di prole ed in concorrenza di una piccola reddita e di fruizione della dimora. Al massimo si puo parlare di un contributo di 200 euri
    Avvocato Di Segni non so come ringraziarla.

    Se la cosa avrà seguito riaprirò questo thread per informarla sull' esito finale, per correttezza.

    Grazie ancora,
    Mauro.

  6. #6
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    Grazie a Lei per la correttezza
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