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Discussione: Volture non effettuate

  1. #1
    Junior Member davideto is on a distinguished road
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    Volture non effettuate

    Buongiorno, questo è il mio primo post in questo forum quindi vi prego di scusarmi se sarò un po' maldestro nel porre la mia questione.

    Vorrei chiedere gentilmente se qualcuno può consigliarmi come comportarmi nella situazione in cui mi trovo e di cui ora riporterò in breve i dettagli.

    Circa un anno fa ho cessato il contratto di affitto, in cui io ero il locatario. Prima di lasciare l'appartamento, per agevolare l'inserimento dei nuovi inquilini, ero rimasto d'accordo con l'amministratore di non dare disdetta ai contratti di luce e gas. Si sarebbe infatti occupato lui (come effettivamente era solito fare) di eseguire le volture in favore dei nuovi locatari.

    Fiducioso che le volture fossero state fatte, mi sono disinteressato della cosa. Purtroppo però due mesi dopo aver lasciato l'appartamento, mi sono visto addebitare sul conto corrente il pagamento di una bolletta dell'Enel relativa al mio "vecchio" contratto. A quel punto ho contattato l'amministratore, il quale si scusava per l'accaduto e prometteva che immediatamente avrebbe provveduto a verificare che le volture fossero state fatte e si impegnava a farmi avere il rimborso di quanto pagato. Tuttavia, dopo altri 2 mesi, mi vedo di nuovo addebitare un'altra bolletta dell'Enel per il contatore del vecchio appartamento. Viste le vane promesse e garanzie dell'amministratore, provvedo allora io stesso a telefonare all'Enel e disdire il contratto (disinteressandomi del fatto che i nuovi inquilini fossero rimasti senza luce, ma dopo aver pagato più di 400 euro per la corrente consumata non potevo più affidarmi a false promesse).

    Ad oggi, nonostante le numerose promesse dell'amministratore del mio vecchio condominio, devo ancora avere il rimborso di quei soldi. Da un mese circa, addirittura, l'amministratore non risponde più alle mie telefonate; la scorsa settimana sono andato di persona nel suo ufficio e questi mi ha accolto come se niente fosse e mi ha garantito che quel giorno stesso mi avrebbe fatto il bonifico. Ma ovviamente era l'ennesima fandonia. Ieri sono nuovamente tornato al suo studio, ma non c'era. E al telefono e messaggi continua a non rispondere.

    Ora, come dovrei comportarmi? Ci sono gli estremi per procedere per via legale? Ciò che imparato è che la prossima volta che dovrò lasciare un appartamento provvederò di persona a disdire i contratti.

    Ringrazio anticipatamente chi vorrà porre attenzione a questo mio post. Saluti,

  2. #2
    Junior Member davideto is on a distinguished road
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    Nessuno sa darmi una dritta?

  3. #3
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    Temo che tutte le comunicazioni reciproche di cui ha scritto si siano svolte esclusivamente verbalmente e che quindi Lei non ha l aprova scritta dell'impegno a fare la voltura e, successivamente, di quello a rimborsarle quanto indebitamente versato.

    Naturalmente ci sono gli estremi per procedere per via legale in quanto Lei ha certamente pagato una utenza il cui utilizzo è stato fruito da persona diversa e dopo che Lei aveva già cambiato indirizzo e, presumo, anche cambiato residenza.

    Il punto è che stiamo parlando di un importo di 400 euro e cioè molto meno di quanto le occorrerebbe anticipare per promuovere un giudizio: se la sua giusta rivendicazione è pensata per fare giustizia, per un fatto di principio e perché non le costa molto anticipare soldi che poi torneranno, può farlo. Se invece ha difficoltà ad anticipare il necessario e non vuole imbarcarsi in un giudizio che durerà anni, allora lasci perdere.

    Soluzione intermedia: scriva una lettera raccomandata chiedendo il rimborso e attenda la risposta: se per caso il debito viene riconosciuto allora Lei ha un documento sufficiente all'emissione di un decreto ingiuntivo che è una procedura molto più rapida di un giudizio ordinario.
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  4. #4
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    Grazie mille per la risposta. Purtroppo è quanto temevo, riguardo alla mancanza di prove scritte. Quello che come immagina mi fa innervosire è la presa in giro subita.

    Approfitto della sua gentilezza e competenza per farle un'altra domanda, che non ho posto in precedenza per non mettere troppa carne al fuoco. Al momento il contratto della fornitura del gas di questo appartamento in cui non vivo più da un anno, è ancora a mio nome. Anche questa voltura non è stata effettuata. Fortunatamente, in questo caso, le bollette che sono continuate ad arrivare a quell'indirizzo sono state pagate dagli attuali inquilini tramite bollettino postale. Però, come capirà, trovo piuttosto scocciante che ci sia ancora un contratto aperto a mio nome, soprattutto se un giorno questi decidessero di non pagare. Ma dal momento in cui il contatore del gas è all'interno dell'appartamento non posso chiudere il contratto.

    Se non riuscirò ad avere indietro i soldi della luce, almeno vorrei che avvenga quest'ultima voltura. Ma io personalmente, da quanto mi è stato riferito dall'azienda del gas, non posso fare nulla né per cambiare l'intestatario (servirebbero dati e firme dei nuovi inquilini) né per chiudere il contatore.

    Posso provare come mi consigliava con una raccomandata, anche se sono certo che l'amministratore non risponderà mai, come non risponde alle mail né tanto meno al telefono. Secondo lei si potrebbe fare scrivere una lettera ad un avvocato (anche se non so quanto possa costare) con la speranza che almeno questo possa sbloccare la situazione?

    Ancora grazie di cuore. Saluti

  5. #5
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    C'è da scrivere una lettera raccomandata sia all'amministratore che ai nuovi inquilini (il nome dovrebbe trovarlo sulla porta o sulla cassetta delle lettere) e richiedere il rimborso della luce e l'urgente voltura del gas precisando che entro 5 giorni si procederà alla richiesta di distacco se non sia vrà esito positivo.

    5 giorni dopo vi è da fare una nuova raccomandata alla società del gas notificando che, essendo stato rilasciato da tempo l'appartamento, si intende risolto il relativo contratto per quell'indirizzo e quindi invitando a procedere al distacco e precisare che, in ogni caso, non si assume alcuna responsabilità in relazione al pagamento di future erogazioni.

    Legal.it è disponibile a procedere alla redazione delle lettere il cui costo è preventivato globalmente in euro 100,00
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    Ancora grazie! Proverò con questa via... anche se qualche tempo fa, passando davanti al mio vecchio portone, ho visto che la targhetta non era ancora stata cambiata. Posso, eventualmente, indirizzarla ai generici inquilini dell'interno in cui abitavo? Anche se immagino che questo non sia molto "ortodosso"

  7. #7
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    No, una raccomandata con ricevuta di ritorno non può essere inviata genericamente ma occorre precisare almeno un cognome se non anche il nome.

    Semmai la soluzione sarebbe quella di diffidare l'amministratore dal comunicarci gli estremi dei nuovi inquilini onde evitare che l'azione si indirizzi solo verso di lui e non col principio della solidarietà.
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