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Discussione: Omicidio Garlasco, annullata l’assoluzione di Stasi

  1. #1
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    Omicidio Garlasco, annullata l’assoluzione di Stasi

    Si riapre il processo sulla morte di Chiara Poggi

    Stasi, il fidanzato, era stato prosciolto per la insufficienza di indizi, ed oggi la Cassazione rivede quella sentenza.

    Il Sole 24 Ore così riassume:
    La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione della Corte d'Assise d'appello di Milano del dicembre 2011 nei confronti di Aberto Stasi, imputato nel processo per l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Tutto da rifare. La Cassazione ha infatti disposto un nuovo processo.

    Bisognerà attendere le motivazioni, che, stando a quanto prevede il codice, saranno depositate entro 90 giorni, per capire su quali punti i giudici d'appello-bis dovranno riesaminare gli atti del processo sul delitto di Garlasco. Nei loro ricorsi, il Pg di Milano e le parti civili chiedevano anche di riaprire l'istruttoria, lamentando il mancato sequestro di una bicicletta dell'imputato e sollecitando una nuova perizia sui gradini di casa Poggi, dove Chiara venne ritrovata morta, e un'analisi più approfondita del Dna sul capello trovato sul palmo della mano sinistra della vittima.

    La reazione di Stasi: dispiaciuto, non capisco il motivo
    "Alberto Stasi è dispiaciuto, non capisce il motivo. Non ha avuto reazioni particolari - ha spiegato uno dei suoi legali, l'avvocato Fabio Giarda - ora dovremmo aspettare le motivazioni". "Certo non ce lo aspettavamo, secondo noi le altre sentenze erano granitiche", ha concluso.

    La parte civile, autorevole conferma delle nostre tesi
    «Siamo contenti perché le nostre richieste hanno trovato una conferma autorevole dalla Cassazione». Così l'avvocato Francesco Compagna, che fa parte del collegio dei difensori di parte civile nominati dalla famiglia di Chiara Poggi, commenta con i cronisti il verdetto della Suprema Corte, che ha disposto un nuovo processo per Alberto Stasi. «La sentenza di oggi conferma la fondatezza dell'esigenza di fare nuovi accertamenti, vedremo se saranno verificati elementi sufficienti a carico di Stasi della sua colpevolezza. Vedremo cosa accadrà nel nuovo processo».

    Il Pg della Cassazione: una infinità possibilità che non sia stato lui
    “Un'altra persona può avere ucciso Chiara Poggi? A questo interrogativo si risponde dicendo che c'è una infinita possibilità nell'universo. L'assassino conosceva bene la vittima e la casa dov'è avvenuto il delitto. Valutando chi c'era quel giorno a Garlasco e questi elementi si deve guardare all'imputato". Ha detto così il pg della Cassazione, Roberto Aniello, in un passaggio della sua requisitoria davanti ai giudici della suprema Corte per sollecitare l'annullamento dell'assoluzione di Alberto Stasi.

    Riguardo ai movimenti compiuti dal giovane subito dopo che lui aveva scoperto il corpo della sua ragazza senza vita, il magistrato ha sottolineato più volte che "non si è nemmeno avvicinato e ha chiamato i carabinieri da fuori, è scappato senza neanche avvicinarsi". Altri elementi sono stati posti in rilievo dal rappresentante della Procura: "Va dato rilievo al fatto che il Dna della vittima è stato trovato su un pedale della bicicletta usato dall'imputato", ha spiegato.

    Aniello ha detto ancora che devono essere compiuti accertamenti riguardo al capello trovato in una mano della vittima: "È incongrua la motivazione di rigetto di un supplemento di perizia - ha detto ancora - perché si deve verificare di chi fosse e perché fosse lì". Il Pg si è anche soffermato sulle telefonate fatte da Stasi quella mattina. "Si deve fare attenzione ad una chiamata muta di 12 secondi, un tempo non breve, che è stata fatta poco dopo le 13.20 e che poi ha portato Stasi ad andare a casa di Chiara. Nelle sentenze non è ricordata la sua spiegazione di quel movimento".

    LA CRONOLOGIA
    Ecco una cronologia:
    - 13 agosto 2007: «Ho trovato una persona uccisa in via Pascoli, venite». Garlasco, tranquillo paese a pochi chilometri da Pavia. Stasi, 24enne studente bocconiano, chiama il 118 per chiedere i soccorsi. La sua fidanzata, Chiara, è stata uccisa nella casa dove abita coi genitori e il fratello, che in quel momento sono in vacanza. Per tutta la notte il ragazzo viene interrogato nella locale caserma dei carabinieri.
    - 20 agosto 2007: la Procura di Vigevano indaga Stasi con l'accusa di omicidio volontario. I carabinieri sequestrano la sua bicicletta bordeaux e il suo computer, frugano in ogni angolo della casa. Da questo momento sarà l'unico sospettato per il delitto.
    - 24 settembre 2007: il pm Rosa Muscio ordina il fermo di Stasi. La prova 'regina’ consiste, spiegano gli investigatori, nella presenza del dna della vittima sui pedali della bicicletta in sella alla quale Alberto sarebbe fuggito.
    - 28 settembre 2007: il gip Giulia Pravon dispone la scarcerazione di Alberto: non ci sono prove, solo suggestioni accusatorie. «Fine di un incubo», commenta lui.
    - 3 novembre 2008: la Procura chiede il rinvio a giudizio di Stasi. Alla fine di dicembre, Alberto viene indagato per una nuova ipotesi di reato: detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Nel suo Pc ci sarebbero decine di file a sfondo sessuale che coinvolgono minorenni.
    - 23 febbraio 2009: comincia l'udienza preliminare davanti al giovane gup Stefano Vitelli. I legali di Stasi scelgono il rito abbreviato.
    - 9 aprile 2009: i pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci chiedono la condanna a 30 anni di carcere. «Colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio - dicono - ha ucciso per una lite avvenuta la sera precedente. «Non ci sono arma, movente, solo indizi discordanti, ho paura di una giustizia penale che costruisce prima i colpevoli e poi le prove», ribatte il professor Angela Giarda, che guida il pool di difensori.
    30 aprile 2009: il gup si ritira in camera di consiglio e ne esce con una decisione a sorpresa, disponendo 4 nuove perizie sui punti oscuri dell'inchiesta, partendo dal presupposto che le indagini sono state «lacunose».
    - 17 dicembre 2009: Alberto Stasi viene assolto. Decisiva la perizia informatica che dimostra come Stasi stesse lavorando a casa sua alla tesi di laurea durante il probabile orario del crimine, tra le 9 e 12, quando viene disattivato l'allarme di casa Poggi, e le 9 e 35. Tutti gli altri indizi vengono valutati dal gup come «contraddittori o insufficienti».
    - 8 novembre 2001: comincia il processo d'appello davanti ai giudici milanesi. Il pg Laura Barbaini chiede 30 anni di carcere o, in subordine, la rinnovazione del dibattimento.
    - 6 dicembre 2011: la Corte d'Assise d'appello conferma l'assoluzione. Nelle motivazioni, i giudici osservano che la realtà «é rimasta inconoscibile nei suoi molteplici fattori rilevanti, la maggior parte dei quali sono condizionati unicamente dal caso». Parte civile e procura generale presentano un ricorso in Cassazione sostenendo che il verdetto in secondo grado esclude una serie di dati facendoli passare come «mere congetture o supposizioni personalistiche».
    - 14 marzo 2013: Stasi viene condannato in appello a 2.540 euro di multa per detenzione di materiale pedopornografico.
    Amedeo Di Segni
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  2. #2
    puffetta
    Ospite

    Ma allora adesso torna in prigione?

  3. #3
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    No: non è automatico il rientro in carcere perché la sentenza non è ancora definitiva
    Amedeo Di Segni
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