Salve, sono una donna di Sondrio divorziata da cinque anni, con un bambino di 8 anni nato dal matrimonio.
Ho sempre cercato di mantenere buoni rapporti con il mio ex marito, da cui ho scelto dolorosamente di divorziare perché dopo la nascita di nostro figlio N. era diventato assente e disinteressato come coniuge e, soprattutto, come padre.
Per mantenere pace fra noi, ho deciso di lasciargli la casa coniugale e rinunciare al mio mantenimento, accettando solo il mantenimento di nostro figlio che è in affido condiviso.
Anche dopo il divorzio ho sempre spronato nostro figlio N. ad andare dal padre con gioia (N. non era abituato a stare con il padre poiché, nonostante le mie richieste accorate, il padre evitava sempre di passare il tempo con lui o di aiutarmi nella sua cura), incoraggiandolo a passare del tempo insieme e adoperandomi in ogni modo affinché la sua immagine del padre fosse positiva.
Da due anni, il mio ex marito ha una nuova relazione con una donna che ha già una figlia poco più piccola di N.
Da allora il mio ex coniuge è diventato più freddo e punitivo nei miei confronti, rifiutandosi di condividere con me ciò che riguarda la crescita e l'educazione di N., comportandosi come se il bambino dovesse vivere a compartimenti stagni fra padre e madre.
N. soffre moltissimo di questa situazione, ha cominciato a diventare introverso, mi dice che si sente trascurato dal padre, che non viene ascoltato, che quando è con suo padre gli viene impedito di telefonarmi anche se vorrebbe sentirmi.
Io ho SEMPRE cercato di minimizzare, dicendogli che suo padre lo ama e che non deve dire così.
Da qualche tempo però, quando N. dorme a casa mia si sveglia in lacrime, non vuole lasciarmi, non vuole andare in vacanza con il padre e la sua famiglia. Io lo consolo, gli dico che starà bene (prima partiva per le vacanze con lui contento, quindi mi ha colto di sorpresa) e gli dico che, per farlo stare più tranquillo, parlerò con papà insieme a lui (perché lui dice di aver paura di dirgli ciò che pensa).
Appena ho provato tranquillamente (come sempre) a dire al padre quali sono o sentimenti di N. e che dovremmo cercare di confortarlo e fargli capire che va tutto bene, il mio ex marito si è infuriato, dicendo che sono io ad aizzare nostro figlio contro di lui e ad incentivare questa "nostalgia materna".
Sono rimasta talmente stupita da restare a bocca aperta.
Ho cercato di spiegare che non mi sono mai permessa in tanti anni di fare una cosa simile, e che non era il caso di arrabbiarsi. Nostro figlio, che sta crescendo, voleva solo esprimere i suoi sentimenti e sentirsi accolto, magari con un abbraccio, dal padre. Lui ha preso N. per il braccio, dicendo che tutti i bambini si divertono in vacanza, e lo ha portato via senza voltarsi.
Purtroppo sto pensando di rivolgermi ad un legale per avere qualche consiglio, visto che il mio ex marito mi accusa di qualcosa di così grave, ma non vorrei compromettere il nostro equilibrio per il bene di N. (anche se è un equilibrio già compromesso).
Credete che ci sia qualcosa che si possa fare? Nostro figlio ha bisogno del padre, ma io devo poter collaborare con il padre.
Vi ringrazio di cuore